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venerdì 21 agosto 2015

Azionario in crisi. Perché è importante guardare la media a 200 sull’S&P 500



Alla fine il riequilibrio naturale del mercato sta prevalendo contro l’azione “dirigistica” delle Banche centrali mondiali, secondo le quali, e sulla base dei loro modelli econometrici, la crescita economica si può alimentare in laboratorio accelerando le rotative per stampa di nuova moneta. Gli “animal spirits”, così l’economista inglese J. M. Keynes chiamava il sentiment del mercato, al contrario stanno fiutando qualcos’altro, che non profuma di rischio di bassa inflazione (l’unico problema nei radar della BCE!!!), ma di rischio rallentamento economico: e non solo in China, ma anche negli Stati Uniti d’America. E a valanga su tutte le già precarie economie emergenti: vedi il Brasile. E’ sintomatico che l’S&P 500, ieri (20 agosto 2015) in uno dei suoi peggiori ribassi degli ultimi anni abbia infranto la sua media a 200 periodi, chiudendo al di sotto dei 2035 punti. In questi ultimi anni di forte crescita, pochissime volte l’indice aveva rotto al ribasso al sua media a 200 periodi. 
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Buona lettura

Edoardo Liuni



mercoledì 29 luglio 2015

Valutare una società con i multipli P/E e Dividend Yield



Che differenza c’è tra il multiplo P/E (Prezzo/Utile) e il D/P (Dividend Yield)?  La stessa differenza che in analisi tecnica passa tra un grafico mensile ed uno giornaliero. Al di là della battuta, il multiplo che rapporta il prezzo di un’azione rispetto al suo utile societario (P/E) ha lo scopo di evidenziare in quanto tempo l’azienda è in grado di ripagare l’investitore sotto forma di utili. Ad esempio, un p/e pari a 30 indica che la società sarà in grado di ripagare l’acquisto del titolo con 30 anni di distribuzione di utili. Che poi sono teorici se questi non si trasformeranno in dividendi nel corso del tempo. Al contrario, il dividend yield altro non è che il rapporto tra il dividendo (storico o prospettico) di una società rispetto al suo prezzo azionario (D/P). In pratica misura il rendimento annuale di un’azione sulla base delle cedole che distribuisce. Se l’azione costa 100 euro e distribuisce un dividendo pari a 5 il multiplo d/p sarà pari al 5% Quindi, ritornando alla metafora di analisi tecnica, il P/E come il grafico mensile ci offre una valutazione del titolo di più ampio respiro, mentre il dividend yield ha un maggior utilizzo nella comparazione del rendimento annuo di un’azione rispetto ad investimenti alternativi. In pratica si confronta il costo/opportunità di un investimento rispetto ad un altro.



Edoardo Liuni

lunedì 22 giugno 2015

Consigliamo a tutti la seguente lettura:

http://www.cortecostituzionale.it/documenti/convegni_seminari/STU_211_LaTuteladelRisparmio.pdf